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			<title><![CDATA[IL RUOLO STRATEGICO DELL’UFFICIO QUALITÀ IN UN’AZIENDA ALIMENTARE PER LA SODDISFAZIONE DEL CLIENTE]]></title>
			<author><![CDATA[Doris Rosanna]]></author>
			<category domain="http://www.studiodoris.net/blog/index.php?category=aggiornamenti_IT"><![CDATA[aggiornamenti IT]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000012"><div><b><span class="ff1">IL RUOLO STRATEGICO DELL’UFFICIO QUALITÀ
IN UN’AZIENDA ALIMENTARE PER LA SODDISFAZIONE DEL CLIENTE</span></b></div>

<div><span class="fs12lh1-5 ff1">In un mercato in cui sicurezza,
trasparenza e affidabilità sono determinanti, la </span><b class="fs12lh1-5"><span class="ff1">Qualità non è solo
conformità normativa</span></b><span class="fs12lh1-5 ff1">: è un vero </span><b class="fs12lh1-5"><span class="ff1">fattore competitivo</span></b><span class="fs12lh1-5 ff1">.</span><br></div><div><span class="ff1">
Nelle aziende alimentari, l’Ufficio Qualità è il punto di incontro tra tutela
del consumatore, reputazione aziendale e soddisfazione del cliente.</span></div><div><span class="ff1"><br></span></div><div><b class="fs12lh1-5"><span class="ff1">Ecco perché è una funzione
chiave:</span></b></div><div><b class="fs12lh1-5"><span class="ff1"><br></span></b></div>

<div><b><span class="ff1">Sicurezza alimentare</span></b><br><span class="ff1">
Garantisce la tutela della salute del consumatore attraverso controlli su
materie prime, processi e prodotti finiti, applicando HACCP e buone pratiche di
produzione ogni giorno.</span></div>

<div><b><span class="ff1">Etichetta = primo patto di
fiducia</span></b><br><span class="ff1">
L’etichetta è il primo contatto con il cliente. Il Quality Team ne assicura
chiarezza, completezza, veridicità e piena conformità normativa, lavorando in
sinergia con marketing e grafica.</span></div>

<div><b><span class="ff1">Modalità d’uso chiare =
prodotto sicuro</span></b><br><span class="ff1">
Istruzioni corrette e comprensibili (cottura, conservazione, utilizzo) sono
fondamentali per garantire sicurezza e qualità fino al consumo finale.</span></div><div><b class="fs12lh1-5"><span class="ff1">Grafica ed esperienza del
cliente</span></b></div><div><span class="ff1">
Leggibilità, ordine, simboli chiari e colori funzionali migliorano la
percezione di qualità, facilitano l’acquisto e rafforzano la fidelizzazione.</span></div><div><b class="fs12lh1-5"><span class="ff1">Conformità e certificazioni</span></b></div><div><span class="ff1">
Il reparto Qualità presidia il rispetto delle normative e il mantenimento delle
certificazioni (BRC, IFS, ISO…), elementi chiave per clienti e GDO.</span></div>

<div><b><span class="ff1">Costanza del prodotto</span></b><br><span class="ff1">
Definisce e controlla standard tecnici e sensoriali per garantire la
ripetibilità del prodotto, lotto dopo lotto.</span></div>

<div><b><span class="ff1">Gestione reclami =
opportunità di miglioramento</span></b><br><span class="ff1">
Ogni segnalazione è analizzata con metodo e tracciabilità, trasformando il
reclamo in uno strumento di crescita e dialogo con il cliente.</span></div>

<div><b><span class="ff1">Cultura della qualità</span></b><br><span class="ff1">
Attraverso formazione, audit e coinvolgimento dei reparti, l’Ufficio Qualità
diffonde il miglioramento continuo in tutta l’organizzazione.</span></div>

<div><span class="ff1"><br></span></div><div><b><span class="ff1">In sintesi</span></b><br><span class="ff1">
L’Ufficio Qualità non è solo un “controllore”, ma un </span><b><span class="ff1">pilastro strategico</span></b><span class="ff1">:
tutela il consumatore, rafforza il brand e costruisce fiducia.</span><br><span class="ff1">
Oggi la qualità è anche </span><b><span class="ff1">saper comunicare bene ciò che si offre</span></b><span class="ff1">: in modo
chiaro, coerente e trasparente.</span></div>

<div><span class="ff1">perché, nel food, </span><b><span class="ff1">la
fiducia del cliente inizia dai dettagli</span></b><span class="ff1">.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 29 Jan 2026 10:28:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[DENOMINAZIONE DEGLI ALIMENTI: cosa è consentito dalla normativa? ]]></title>
			<author><![CDATA[Doris Rosanna]]></author>
			<category domain="http://www.studiodoris.net/blog/index.php?category=aggiornamenti_IT"><![CDATA[aggiornamenti IT]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000011"><div><span class="fs12lh1-5">Nel settore alimentare, la scelta del nome di un prodotto non è solo una questione di marketing: riguarda anche </span><strong data-start="443" data-end="557" class="fs12lh1-5">trasparenza verso il consumatore, responsabilità dell’OSA e corretta applicazione delle norme di etichettatura</strong><span class="fs12lh1-5">.</span><br></div> <div>Sempre più spesso — soprattutto in audit GDO, controlli ufficiali e verifiche IFS/BRC — emergono dubbi su un tema specifico:</div> <div><strong data-start="689" data-end="752">È possibile utilizzare un nome di fantasia per un alimento?</strong><br data-start="752" data-end="755"><strong data-start="758" data-end="817">Questa possibilità vale anche per l’imballo secondario?</strong></div> <div>La risposta è: <strong data-start="834" data-end="871">sì, il nome di fantasia è ammesso</strong>, ma <strong data-start="876" data-end="929">non può sostituire la denominazione dell’alimento</strong> e nel caso degli imballi secondari la sua ammissibilità dipende dal contesto d’uso.</div> <div>In questo articolo facciamo chiarezza.</div> <div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Riferimenti normativi principali</b></span></div> <div>Il quadro normativo di riferimento è rappresentato in particolare dal <b>Reg. (UE) 1169/2011 </b><span class="fs12lh1-5">e nello specifico da </span></div> <ul data-start="1195" data-end="1375"> <li data-start="1195" data-end="1238"> <div>Art. 1, par. 3 — Ambito di applicazione</div> </li> <li data-start="1239" data-end="1275"> <div>Art. 8 — Responsabilità dell’OSA</div> </li> <li data-start="1276" data-end="1313"> <div>Art. 9 — Indicazioni obbligatorie</div> </li> <li data-start="1314" data-end="1375"> <div>Art. 12 — Disponibilità e collocazione delle informazioni</div> </li> </ul> <div><span data-start="1377" data-end="1399"><span class="fs12lh1-5">e dal</span><b> Reg. (CE) 178/2002 - </b></span><span class="fs12lh1-5">Responsabilità lungo la filiera alimentare</span></div> <div>Il principio di fondo è che <span class="fs12lh1-5">il </span><strong data-start="1482" data-end="1512" class="fs12lh1-5">nome di fantasia è ammesso,</strong><span class="fs12lh1-5"> ma </span><strong data-start="1522" data-end="1572" class="fs12lh1-5">non sostituisce la denominazione dell’alimento</strong><span class="fs12lh1-5">, prevista dall’art. 17 del Reg. 1169/2011.</span><span class="fs12lh1-5">Quest’ultima deve essere chiara, non ambigua e idonea a descrivere correttamente la natura del prodotto.</span></div> <div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Quando il nome di fantasia è consentito</b></span></div> <div>Il nome di fantasia può essere utilizzato <span class="fs12lh1-5">come elemento commerciale o di branding, </span><span class="fs12lh1-5"> come identificativo di linea prodotto o gamma e </span><span class="fs12lh1-5"> come supporto di marketing</span></div> <div>A condizione che:</div> <ul data-start="1962" data-end="2191"> <li data-start="1962" data-end="2010"> <div>non induca in errore sulla natura del prodotto</div> </li> <li data-start="2011" data-end="2053"> <div>non suggerisca caratteristiche non reali</div> </li> <li data-start="2054" data-end="2120"> <div>non confonda il trattamento tecnologico o lo stato dell’alimento</div> </li> <li data-start="2121" data-end="2191"> <div>la <strong data-start="2126" data-end="2177">denominazione corretta sia comunque disponibile</strong> e accessibile</div> </li> </ul> <div>È quindi possibile scrivere, ad esempio: <i class="fs12lh1-5">“Linea Chef Selezione Verde” - Denominazione dell’alimento: Patate cotte a vapore, pelate</i></div> <div>La denominazione, anche se meno “commerciale”, resta l’informazione giuridicamente rilevante.</div> <div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Nome di fantasia sugli imballi secondari: quando è ammesso?</b></span></div> <div>La questione cambia quando si parla di <strong data-start="2540" data-end="2606">colli logistici, cartoni di raggruppamento e imballi secondari</strong>.</div> <div>La corretta interpretazione dipende da:</div> <div>✔ chi è il destinatario del prodotto<br data-start="2686" data-end="2689"> ✔ se l’imballo è o meno destinato al consumatore finale</div> <div><br></div><div>Vediamo i due casi principali.</div> <div><span class="fs12lh1-5"><b>Caso 1) I</b></span>mballo secondario <strong data-start="2814" data-end="2859" class="fs12lh1-5">non destinato alla vendita al consumatore</strong><span class="fs12lh1-5"> (B2B). </span><span class="fs12lh1-5">Esempi:</span><br></div> <ul data-start="2876" data-end="2980"> <li data-start="2876" data-end="2895"> <div><span class="fs12lh1-5"><i>cartoni logistici</i></span></div> </li> <li data-start="2896" data-end="2920"> <div><span class="fs12lh1-5"><i>raggruppamenti per GDO</i></span></div> </li> <li data-start="2921" data-end="2939"> <div><span class="fs12lh1-5"><i>forniture horeca</i></span></div> </li> <li data-start="2940" data-end="2980"> <div><span class="fs12lh1-5"><i>colli per piattaforme di distribuzione</i></span></div> </li> </ul> <div>In questo caso <strong data-start="3002" data-end="3046" class="fs12lh1-5">il nome di fantasia può essere riportato </strong><span class="fs12lh1-5">e può anche essere </span><strong data-start="3071" data-end="3100" class="fs12lh1-5">l’unica dicitura visibile</strong></div> <div>A condizione che:</div> <ul data-start="3121" data-end="3392"> <li data-start="3121" data-end="3188"> <div>il prodotto <strong data-start="3135" data-end="3188">non venga venduto al consumatore con quel cartone</strong></div> </li> <li data-start="3189" data-end="3392"> <div>le informazioni obbligatorie ex art. 9: <span class="fs12lh1-5">siano presenti sull’</span><strong data-start="3255" data-end="3275" class="fs12lh1-5">imballo primario</strong><span class="fs12lh1-5">, oppure </span><span class="fs12lh1-5">siano fornite tramite </span><strong data-start="3310" data-end="3344" class="fs12lh1-5">documentazione accompagnatoria </strong><span class="fs12lh1-5">(DDT, scheda tecnica, specifica prodotto)</span></div> </li> </ul> <div>Il Reg. 1169/2011 lo consente tramite l’<strong data-start="3434" data-end="3462">Art. 12, paragrafi 2 e 3</strong>, che prevede la possibilità di rendere disponibili le informazioni obbligatorie attraverso documenti nei rapporti B2B.</div> <div>In questo contesto, il nome di fantasia ha funzione: <span class="fs12lh1-5"> identificativa, </span><span class="fs12lh1-5"> logistica e </span><span class="fs12lh1-5"> commerciale interna </span><span class="fs12lh1-5">e </span><strong data-start="3695" data-end="3744" class="fs12lh1-5">non equivale alla denominazione dell’alimento</strong><span class="fs12lh1-5">.</span></div> <div><span class="fs12lh1-5"><b>Caso 2)</b></span> Imballo secondario utilizzato anche come confezione di vendita. <span class="fs12lh1-5">Esempi:</span></div> <ul data-start="3835" data-end="3936"> <li data-start="3835" data-end="3872"> <div><span class="fs12lh1-5"><i>multipack destinati al banco fresco</i></span></div> </li> <li data-start="3873" data-end="3904"> <div><span class="fs12lh1-5"><i>vassoi venduti così come sono</i></span></div> </li> <li data-start="3905" data-end="3936"> <div><span class="fs12lh1-5"><i>colli esposti in cash &amp; carry</i></span></div> </li> </ul> <div>In questo scenario, l’imballo secondario diventa a tutti gli effetti:<span class="fs12lh1-5"> </span><strong data-start="4012" data-end="4076" class="fs12lh1-5">un supporto di etichettatura destinato al consumatore finale</strong></div> <div>Pertanto: <span class="fs12lh1-5"> il solo nome di fantasia </span><strong data-start="4116" data-end="4137" class="fs12lh1-5">non è sufficiente ma </strong><span class="fs12lh1-5">deve comparire anche la </span><strong data-start="4166" data-end="4197" class="fs12lh1-5">denominazione dell’alimento</strong><span class="fs12lh1-5"> conforme all’art. 17 </span><span class="fs12lh1-5">con la stessa logica dell’imballo primario.</span></div> <div><b class="fs12lh1-5"><br></b></div><div><b class="fs12lh1-5">Punti critici più frequenti in audit e controlli</b><br></div> <div>Le situazioni più spesso segnalate come <strong data-start="4366" data-end="4384">non conformità</strong> sono:</div> <div><ul><li>cartoni con solo nome di fantasia</li><li>assenza di documentazione accompagnatoria coerente</li><li>utilizzo del cartone come confezione di vendita</li><li>incoerenza tra cartone e scheda tecnica</li></ul></div> <div>Questi casi sono particolarmente sensibili in <span class="fs12lh1-5">GDO, </span><span class="fs12lh1-5">cash &amp; carry, </span><span class="fs12lh1-5">export e </span><span class="fs12lh1-5">piattaforme logistiche</span></div> <div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Buona prassi operativa per colli logistici B2B</b></span></div> <div>Per ridurre il rischio di contestazioni, è consigliabile riportare almeno:</div> <ul data-start="4819" data-end="4972"> <li data-start="4819" data-end="4856"> <div>nome di fantasia / nome commerciale</div> </li> <li data-start="4857" data-end="4874"> <div>codice prodotto</div> </li> <li data-start="4875" data-end="4892"> <div>numero di lotto</div> </li> <li data-start="4893" data-end="4914"> <div>data TMC / scadenza</div> </li> <li data-start="4915" data-end="4935"> <div>quantità contenuta</div> </li> <li data-start="4936" data-end="4972"> <div>riferimento a DDT o scheda tecnica</div> </li> </ul> <div>e prevedere che la <strong data-start="4993" data-end="5017">denominazione legale</strong> sia indicata <span class="fs12lh1-5">sull’imballo primario </span><span class="fs12lh1-5">oppure </span><span class="fs12lh1-5"> nella documentazione accompagnatoria i</span><span class="fs12lh1-5">n modo chiaro, rintracciabile e coerente con il prodotto.</span></div><div><b class="fs12lh1-5"><br></b></div><div><b class="fs12lh1-5">Conclusioni</b><br></div> <div><ul><li>Il nome di fantasia è ammesso</li><li>Può essere utilizzato anche sugli imballi secondari</li><li>Può essere l’unica dicitura <strong data-start="5311" data-end="5334">solo nei flussi B2B</strong></li><li>Non è sufficiente quando l’imballo raggiunge il consumatore finale, in questo caso deve essere presente anche la <strong data-start="5454" data-end="5485" class="fs12lh1-5">denominazione dell’alimento.</strong></li></ul></div> <div><strong data-start="5454" data-end="5485"><br></strong></div> <div><span class="fs12lh1-5"><b>La chiave è sempre &nbsp;evitare di indurre in errore, &nbsp;garantire coerenza informativa lungo la filiera</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>e documentare correttamente le informazioni obbligatorie</b></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 29 Dec 2025 10:17:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[COME EVITARE IL FERMO MACCHINA]]></title>
			<author><![CDATA[Doris Rosanna]]></author>
			<category domain="http://www.studiodoris.net/blog/index.php?category=aggiornamenti_IT"><![CDATA[aggiornamenti IT]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000F"><div><span class="fs12lh1-5 cf1">Nel settore alimentare, pochi momenti sono critici quanto il fermo improvviso di una linea di produzione.</span></div><div><span class="cf1"> Una termoformatrice che si blocca mentre si chiude un ordine urgente, un’etichettatrice che decide di “impazzire”, una pesatrice che smette di comunicare con il sistema: in quegli istanti si misura la resilienza reale di un’azienda.</span></div> &nbsp;<div><span class="cf1">E dopo anni di consulenza in stabilimenti di trasformazione e confezionamento, ho imparato una cosa:<br> <b>non è la tecnologia più nuova a salvare la produzione, ma l’organizzazione.</b></span></div> &nbsp;<div><span class="cf1">Analizziamo le strategie per costruire un sistema di assistenza tecnica che protegge davvero la continuità operativa.</span></div> &nbsp;<div><b class="cf1">1. L’assistenza tecnica non è un numero da chiamare: è un modello di gestione</b></div> &nbsp;<div><span class="cf1">Molte aziende vivono la manutenzione come un’attività “a chiamata”: <i>“Se succede qualcosa, contattiamo il tecnico.”</i></span></div><span class="fs12lh1-5 cf1">Un approccio comprensibile, ma insufficiente. </span><span class="fs12lh1-5 cf1">Quando si aspetta </span><i class="fs12lh1-5 cf1">il guasto</i><span class="fs12lh1-5 cf1"> per reagire, la linea è già in ritardo.</span><br><span class="fs12lh1-5 cf1">Le aziende che performano meglio hanno invece una visione sistemica:</span><br><div><ul><li><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5"><span class="cf1">mappano</span><b class="cf1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;le macchine critiche</b><span class="cf1">, cioè quelle che in caso di fermo bloccano &nbsp;l’intera produzione;</span></span></li></ul><ul><li><span class="fs12lh1-5"> <span class="cf1">definiscono &nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><b class="cf1">indicatori di stress</b><span class="cf1">: micro-fermi, scarti anomali, consumi fuori &nbsp;range;</span></span></li></ul><ul><li><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;<span class="cf1">pianificano &nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><b class="cf1">manutenzioni programmate</b><span class="cf1"> e verificabili;</span></span></li></ul><ul><li><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;<span class="cf1">nominano &nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></span><span class="fs12lh1-5 cf1"> &nbsp;</span><b class="fs12lh1-5 cf1">referenti interni formati</b><span class="fs12lh1-5 cf1">, non solo operatori che “sanno usare” la macchina.</span></li></ul></div> &nbsp;<div><span class="cf1">Un’assistenza efficace non è reattiva: è <b>preventiva</b>.</span></div> &nbsp;&nbsp;<div><b class="cf1">2. Il magazzino ricambi: il vero discriminante tra una linea ferma per ore o per giorni</b></div> &nbsp;<div><span class="cf1">Uno degli aspetti più sottovalutati è la gestione dei ricambi. </span><span class="fs12lh1-5 cf1">Molte aziende non tengono in sede:</span></div><div><ul><li><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;<span class="cf1">una barra saldante di scorta,</span></span></li></ul><ul><li><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;<span class="cf1">guarnizioni critiche,</span></span></li></ul><ul><li><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;<span class="cf1">una cinghia per la stazione di taglio,</span></span></li></ul><ul><li><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;<span class="cf1">una stampante termica di backup,</span></span></li></ul><ul><li><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;<span class="cf1">consumabili per l’etichettatrice,</span></span></li></ul><ul><li><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;<span class="cf1">sensori standard,</span></span></li></ul><ul><li><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;<span class="cf1">una scheda I/O universale.</span></span></li></ul></div> &nbsp;<div><span class="cf1">Quando questi componenti si rompono, la linea non riparte finché il pezzo non arriva dal fornitore.</span></div> &nbsp;<div><b class="cf1">Un magazzino ricambi intelligente è più efficace di qualsiasi intervento d’urgenza.</b></div> &nbsp;<div><span class="cf1">Regola pratica: </span><i class="fs12lh1-5 cf1">Tieni disponibili i componenti che costano poco ma possono fermare molto.</i></div> &nbsp;&nbsp;<div><b class="cf1">3. La formazione del personale: il miglior antidoto ai micro-fermi evitabili</b></div> &nbsp;<div><span class="cf1">Una parte significativa dei fermi linea nasce da cause banali: fotocellule sporche, parametri alterati, sensori coperti, micro-ostruzioni.</span></div><span class="fs12lh1-5 cf1">Capita spesso che un operatore attenda il tecnico per un problema che si risolve in pochi secondi.</span><br> <span class="fs12lh1-5 cf1">Per evitarlo serve una formazione mirata:</span><br><div><ul><li><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;<b class="cf1">ispezioni &nbsp;e pulizie giornaliere</b><span class="cf1"> sui punti sensibili,</span></span></li></ul><ul><li><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;<span class="cf1">riconoscimento dei </span><b class="cf1">blocchi semplici</b><span class="cf1"> e procedure di sblocco,</span></span></li></ul><ul><li><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;<span class="cf1">competenza per </span><b class="cf1">riavvi in sicurezza</b><span class="cf1">,</span></span></li></ul><ul><li><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;<span class="cf1">capacità &nbsp;di distinguere tra </span><b class="cf1">errore meccanico</b><span class="cf1"> ed </span><b class="cf1">errore di impostazione</b><span class="cf1">.</span></span></li></ul></div> &nbsp;<div><span class="cf1">Ogni minuto recuperato in autonomia è un minuto di produzione preservato.</span></div> &nbsp;&nbsp;<div><b class="cf1">4. Contratti di assistenza con SLA ( Service Level Agreement ovvero Accordo sul l Livello di Servizio)</b><span class="fs11lh1-5 cf2 ff1"> </span><b class="fs12lh1-5 cf1">chiari: meno improvvisazione, più continuità produttiva</b></div> &nbsp;<div><span class="cf1">Molte aziende basano l’assistenza su relazioni informali: “Quando serve, venite”. </span><span class="fs12lh1-5 cf1">Funziona… finché non serve davvero.</span></div> &nbsp;<div><span class="cf1">Un contratto professionale stabilisce:</span></div><div><ul><li><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;<span class="cf1">tempi massimi di intervento remoto,</span></span></li></ul><ul><li><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;<span class="cf1">tempi massimi di intervento in presenza,</span></span></li></ul><ul><li><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;<span class="cf1">numero di visite preventive incluse,</span></span></li></ul><ul><li><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;<span class="cf1">gestione dei ricambi e loro disponibilità,</span></span></li></ul><ul><li><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;<span class="cf1">costi certi, fasce orarie e responsabilità.</span></span></li></ul></div> &nbsp;<div><span class="cf1">Con SLA chiari, l’assistenza non è più “una mano quando serve”, ma <b>un impegno contrattuale misurabile</b>.</span></div> &nbsp;&nbsp;<div><b class="cf1">5. L’OEE come strumento predittivo: leggere i segnali prima del guasto</b></div> &nbsp;<div><span class="cf1">L’OEE (</span><strong data-start="24" data-end="59" class="fs12lh1-5 cf1">Overall Equipment Effectiveness</strong><span class="fs12lh1-5 cf1">, ovvero </span><strong data-start="90" data-end="136" class="fs12lh1-5"><span class="cf1">Indice di Efficienza Globale dell’Impianto)</span> </strong><span class="fs12lh1-5 cf1">non serve solo a misurare la prestazione globale della linea.</span></div><div><span class="cf1"> Usato bene, è un vero strumento diagnostico.</span></div><div><ul><li><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;<b class="cf1">Aumento &nbsp;degli scarti</b><span class="cf1"> → possibili problemi di saldatura, film, stabilità &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;termica.</span></span></li></ul><ul><li><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;<b class="cf1">Micro-fermi &nbsp;ripetuti</b><span class="cf1"> → sensori, fotocellule o termoregolatori che iniziano a &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;cedere.</span></span></li></ul><ul><li><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;<b class="cf1">Produzione più lenta</b><span class="cf1"> → usura meccanica, pompe vuoto stanche, nastri induriti.</span></span></li></ul></div> &nbsp;<div><span class="cf1">L’OEE mostra <i>dove guardare</i> prima che la macchina si blocchi.</span></div> &nbsp;&nbsp;<div><b class="cf1">6. Simulare il guasto quando non c’è emergenza</b></div> &nbsp;<div><span class="cf1">Le aziende più mature testano le procedure di emergenza <i>quando non c’è emergenza</i>.</span></div> <span class="fs12lh1-5 cf1">Durante un fermo programmato:</span><br><div><ul><li><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5"> <span class="cf1">rimuovono un componente critico,</span></span></li></ul><ul><li><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;<span class="cf1">verificano tempi e competenze,</span></span></li></ul><ul><li><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;<span class="cf1">individuano punti deboli,</span></span></li></ul><ul><li><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;<span class="cf1">controllano che tutti sappiano esattamente cosa fare.</span></span></li></ul></div> &nbsp;<div><span class="cf1">È la stessa logica delle prove di evacuazione: <b>l’esercitazione si fa prima dell’incendio.</b></span></div> &nbsp;&nbsp;<div><b class="cf1">7. Checklist operativa anti-fermo linea</b></div> &nbsp;<div><div><span class="cf1">Per garantire continuità produttiva è utile adottare una <strong data-start="229" data-end="253">checklist essenziale</strong>, che raccolga gli aspetti chiave da controllare regolarmente: disponibilità dei ricambi critici, manutenzioni programmate, condizioni dei contratti di assistenza, formazione del personale e monitoraggio dei dati della linea (incluso l’OEE).</span></div> <div><span class="cf1">Non serve che sia lunga: deve essere <strong data-start="535" data-end="582">chiara, sintetica e applicabile ogni giorno</strong>.<br data-start="583" data-end="586"> Una piccola lista di controllo, se usata con costanza, vale più di molte procedure non applica</span></div></div><ul type="disc"> </ul> &nbsp;&nbsp;<div><b class="cf1">Conclusione: il guasto è inevitabile. Il fermo linea no.</b></div> &nbsp;<div><span class="cf1">Prima o poi ogni macchina si fermerà: è fisiologico.<br> La differenza tra un’azienda che continua a produrre e una che va in crisi è una sola: <b>la preparazione</b>.</span></div> &nbsp;<div><span class="cf1">La continuità operativa non è fatta di fortuna o macchine nuove, ma di:</span></div><div><ul><li><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5"> <span class="cf1">prevenzione,</span></span></li></ul><ul><li><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;<span class="cf1">pianificazione,</span></span></li></ul><ul><li><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;<span class="cf1">competenze interne,</span></span></li></ul><ul><li><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;<span class="cf1">gestione dei ricambi,</span></span></li></ul><ul><li><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;<span class="cf1">contratti chiari,</span></span></li></ul><ul><li><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;<span class="cf1">dati analizzati in modo intelligente.</span></span></li></ul></div> &nbsp;<div><span class="cf1">Chi si organizza prima, non si ferma quando conta.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 10 Dec 2025 09:45:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L’IMPORTANZA DEL TRASPORTO E DEL MANTENIMENTO DELLE TEMPERATURE NELLA SICUREZZA ALIMENTARE]]></title>
			<author><![CDATA[Doris Rosanna]]></author>
			<category domain="http://www.studiodoris.net/blog/index.php?category=aggiornamenti_IT"><![CDATA[aggiornamenti IT]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000E"><div><span class="cf1">Nel settore agroalimentare la sicurezza non si esaurisce in stabilimento: <strong data-start="541" data-end="659">una parte fondamentale del rischio microbiologico si gioca durante il trasporto e nella gestione delle temperature</strong>. Proprio nella fase logistica molti prodotti – soprattutto freschi, pronti al consumo o V gamma – possono perdere rapidamente le loro caratteristiche di sicurezza se la catena del freddo non viene correttamente mantenuta.</span></div> <div><strong data-start="886" data-end="921" class="cf1"><br></strong></div><div><strong data-start="886" data-end="921" class="cf1">Il trasporto è un “CCP esterno”</strong></div> <div><span class="cf1">La curva di crescita microbica è nota: tra <strong data-start="965" data-end="981">4 °C e 60 °C</strong> i microrganismi trovano condizioni favorevoli alla proliferazione. Un breve superamento della temperatura indicata in etichetta può ridurre shelf-life, qualità e sicurezza. Ecco perché il trasporto, pur essendo esterno allo stabilimento, rappresenta a tutti gli effetti <strong data-start="1252" data-end="1285">un punto critico di controllo</strong>.</span></div> <div><strong data-start="1291" data-end="1389" class="cf1"><br></strong></div><div><strong data-start="1291" data-end="1389" class="cf1">Un problema ricorrente: mancanza della “strisciata”/registrazione della temperatura e sanzioni</strong></div> <div><span class="cf1">Una criticità frequente nelle consegne è la <strong data-start="1434" data-end="1512">mancata consegna del report della temperatura (la cosiddetta “strisciata”)</strong> da parte del trasportatore o la mancata registrazione automatica del mezzo. Questo costituisce una grave non conformità perché:</span></div> <ul data-start="1641" data-end="1926"> <li data-start="1641" data-end="1713"> <div><span class="cf1">impedisce di dimostrare che la catena del freddo è stata rispettata;</span></div> </li> <li data-start="1714" data-end="1811"> <div><span class="cf1">non consente, in caso di contestazione, di verificare se ci sono stati picchi di temperatura;</span></div> </li> <li data-start="1812" data-end="1883"> <div><span class="cf1">può comportare il rigetto della merce o contestazioni contrattuali;</span></div> </li> <li data-start="1884" data-end="1926"> <div><span class="cf1">può dar luogo a sanzioni amministrative.</span></div> </li> </ul> <div><strong data-start="1932" data-end="1956" class="cf1"><br></strong></div><div><strong data-start="1932" data-end="1956" class="cf1">Normativa e sanzioni</strong></div> <ul data-start="1957" data-end="2833"> <li data-start="1957" data-end="2265"> <div><span class="cf1">Il Decreto Legislativo 27 gennaio 1992, n. 110 (relativo agli alimenti surgelati e al trasporto/sistemi di registro temperatura) all’<strong data-start="2092" data-end="2103">art. 15</strong> prevede sanzioni per i contravventori che non rispettano i requisiti tecnici dei mezzi e dei registratori di temperatura. </span></div> </li> <li data-start="2266" data-end="2476"> <div><span class="cf1">In base al Legge n. 689/1981 il sistema sanzionatorio amministrativo (art. 10) stabilisce che le sanzioni pecuniarie possono variare in base alla gravità dell’illecito. </span></div> </li> <li data-start="2477" data-end="2833"> <div><span class="cf1">Per trasporti refrigerati di derrate deperibili in violazione dell’Accordo ATP (Accord Transport Périssable) e degli obblighi del Codice della Strada, ad esempio per attestati scaduti o non validi, si applicano le sanzioni ex art. 180 c.7 e art. 80 c.14 C.d.S.: da ~ € 33,60 a ~ € 550,25 a seconda dell’infrazione. </span></div> </li> </ul> <div><span class="cf1">In pratica: <strong data-start="2847" data-end="2911">mancata registrazione delle temperature o assenza del report</strong>, veicolo non conforme isotermicamente, attestato ATP scaduto o mancante, possono comportare sanzioni, sospensione della carta di circolazione del veicolo o divieto di utilizzo fino a regolarizzazione. </span></div> <div><strong data-start="3157" data-end="3195" class="cf1"><br></strong></div><div><strong data-start="3157" data-end="3195" class="cf1">I rischi reali di un abuso termico</strong></div> <div><span class="cf1">Un piccolo innalzamento della temperatura durante il trasporto può:</span></div> <ul data-start="3264" data-end="3586"> <li data-start="3264" data-end="3313"> <div><span class="cf1">aumentare la carica batterica totale (CBT);</span></div> </li> <li data-start="3314" data-end="3446"> <div><span class="cf1">favorire la crescita di patogeni come Listeria monocytogenes, Salmonella, C.botulinum e Bacillus cereus, che a basse temperature possono già moltiplicarsi;</span></div> </li> <li data-start="3447" data-end="3497"> <div><span class="cf1">anticipare fenomeni di fermentazione/gonfiaggio;</span></div> </li> <li data-start="3498" data-end="3547"> <div><span class="cf1">alterare colore, odore, stabilità del prodotto;</span></div> </li> <li data-start="3548" data-end="3586"> <div><span class="cf1">ridurre drasticamente la shelf‐life.</span></div> </li> </ul> <div><span class="cf1">Per prodotti V gamma, sottovuoto o ATM, un solo picco termico a 10-12 °C (anziché ≤ 6 °C) può compromettere la sicurezza.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div> <div><div><strong data-start="3714" data-end="3759"><span class="fs12lh1-5 cf1">E' quindi importante adottare buone pratiche per garantire la sicurezza e avere c</span></strong><strong data-start="4323" data-end="4355" class="fs12lh1-5"><span class="fs12lh1-5 cf1">lausole contrattuali chiare.</span></strong></div></div> <div><strong data-start="4427" data-end="4442" class="cf1"><br></strong></div><div><strong data-start="4427" data-end="4442" class="cf1">Conclusione</strong></div> <div><span class="cf1">Il trasporto non è una semplice fase logistica: è un tratto fondamentale della catena di sicurezza degli alimenti.<br data-start="4557" data-end="4560"> Un alimento perfettamente prodotto può diventare non conforme o addirittura pericoloso se <strong data-start="4650" data-end="4718">non è possibile dimostrare che la temperatura è stata rispettata</strong>.<br data-start="4719" data-end="4722"> La mancata registrazione o la mancanza della strisciata non sono solo una dimenticanza: sono <strong data-start="4815" data-end="4837">una lacuna critica</strong> che può far scattare sanzioni, contestazioni commerciali, perdita di certificazioni.<br data-start="4922" data-end="4925"> Investire in mezzi adeguati, monitoraggi, formazione e protocolli condivisi significa tutelare il consumatore, proteggere l’azienda e rafforzare la fiducia dei clienti</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 01 Dec 2025 15:51:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[NUOVE LINEE GUIDA IFS v3 SULLA GESTIONE DEI CORPI ESTRANEI: cosa cambia e cosa devono fare le aziende]]></title>
			<author><![CDATA[Doris Rosanna]]></author>
			<category domain="http://www.studiodoris.net/blog/index.php?category=Aggiornamenti_UE"><![CDATA[Aggiornamenti UE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000C"><div><span class="fs12lh1-5"><span class="cf1">La nuova versione delle IFS Foreign Body Management Guidelines v3 rappresenta un passo importante nel rafforzamento dei sistemi di prevenzione dei corpi estranei nel settore alimentare. Un documento molto più completo, operativo e orientato al rischio, che impatta direttamente su Qualità, Produzione, Manutenzione e su tutta la catena agroalimentare.</span><br><span class="cf1">Le novità non sono solo formali: segnano un cambio di paradigma verso un approccio integrato, documentato e tracciabile alla gestione dei pericoli fisici.</span><br><span class="cf1">IFS v3 porta la Gestione dei Corpi Estranei fuori dalla teoria e la trasforma in un sistema dinamico, predittivo e data-driven, dove prevenzione e monitoraggio diventano parte integrante del lavoro quotidiano.</span><br><span class="cf1">Le aziende che si adeguano tempestivamente non solo saranno più conformi agli standard, ma soprattutto più sicure, più affidabili e più credibili sul mercato.</span><br></span><br><div>🔍<span class="fs12lh1-5"><b> 𝐋𝐞 𝐩𝐫𝐢𝐧𝐜𝐢𝐩𝐚𝐥𝐢 NOVITA' 𝐢𝐧𝐭𝐫𝐨𝐝𝐨𝐭𝐭𝐞 𝐝𝐚 𝐈𝐅𝐒 𝐯3</b></span></div><span class="fs11lh1-5 cf1">1️⃣ 𝑨𝒏𝒂𝒍𝒊𝒔𝒊 𝒅𝒆𝒍 𝒓𝒊𝒔𝒄𝒉𝒊𝒐 𝒑𝒊ù 𝒔𝒕𝒓𝒖𝒕𝒕𝒖𝒓𝒂𝒕𝒂 𝒆 𝒈𝒖𝒊𝒅𝒂𝒕𝒂</span><br><span class="fs11lh1-5 cf1">IFS introduce un set chiaro di domande guida per valutare il rischio fisico. Un approccio molto più vicino a un vero risk assessment industriale.</span><br><span class="fs11lh1-5 cf1">2️⃣ 𝑭𝒐𝒄𝒖𝒔 𝒓𝒂𝒇𝒇𝒐𝒓𝒛𝒂𝒕𝒐 𝒔𝒖 𝒎𝒆𝒕𝒂𝒍 𝒅𝒆𝒕𝒆𝒄𝒕𝒐𝒓, 𝒔𝒆𝒕𝒂𝒄𝒄𝒊, 𝒎𝒂𝒈𝒏𝒆𝒕𝒊</span><br><span class="fs11lh1-5 cf1">Non basta più la presenza di un sistema di rilevazione: serve validarlo, verificarlo, tracciarlo e dimostrarne l’efficacia nel tempo.</span><br><span class="fs11lh1-5 cf1">3️⃣𝑮𝒆𝒔𝒕𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒆𝒈𝒍𝒊 𝒖𝒕𝒆𝒏𝒔𝒊𝒍𝒊 𝒏𝒖𝒎𝒆𝒓𝒂𝒕𝒊 𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒎𝒂𝒏𝒖𝒕𝒆𝒏𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆</span><br><span class="fs11lh1-5 cf1">Gli utensili diventano ufficialmente una fonte critica di pericolo. Si richiede inventari, controlli e azione correttive immediate</span><br><span class="fs11lh1-5 cf1">4️⃣ 𝑮𝒆𝒔𝒕𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒓𝒐𝒕𝒕𝒖𝒓𝒂 𝒗𝒆𝒕𝒓𝒐/𝒑𝒍𝒂𝒔𝒕𝒊𝒄𝒂 𝒅𝒖𝒓𝒂 𝒎𝒐𝒍𝒕𝒐 𝒑𝒊ù 𝒅𝒆𝒕𝒕𝒂𝒈𝒍𝒊𝒂𝒕𝒂</span><br><span class="fs11lh1-5 cf1">IFS v3 chiarisce processi, responsabilità, isolamento, bonifica e rilascio area. La tolleranza, come sempre, è zero.</span><br><span class="fs11lh1-5 cf1">5️⃣𝑰𝒏𝒕𝒓𝒐𝒅𝒖𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍’𝒂𝒏𝒂𝒍𝒊𝒔𝒊 𝒕𝒓𝒆𝒏𝒅 𝒄𝒐𝒎𝒆 𝒓𝒆𝒒𝒖𝒊𝒔𝒊𝒕𝒐</span><br><span class="fs11lh1-5 cf1">Non bastano registri singoli: IFS richiede analisi periodiche (almeno trimestrali) e uso dei trend per decidere azioni preventive e correttive e KPI definiti.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><span class="cf1"><br></span><b><span class="cf1">Le aziende dovranno quindi procedere a fare </span></b></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><span class="cf1">- l'aggiornamento delle procedure</span><span class="cf1"> </span><br><span class="cf1">- la creazione di dashboard KPI completi</span><br><span class="cf1">- l'analisi del rischio</span><br><span class="cf1">- la formazione per operatori e responsabili</span><br><span class="cf1">- un audit interni secondo il framework IFS v3</span></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 14 Nov 2025 14:18:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[RIDURRE SPRECHI E FOOD LOSS NEI PROCESSI PRODUTTIVI]]></title>
			<author><![CDATA[Doris Rosanna]]></author>
			<category domain="http://www.studiodoris.net/blog/index.php?category=aggiornamenti_IT"><![CDATA[aggiornamenti IT]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000B"><div><span class="fs12lh1-5"><b>Un vantaggio per ambiente, qualità e competitività</b></span></div> <div>Ridurre lo spreco alimentare non è solo una scelta etica: è una strategia di efficienza e innovazione.<br data-start="465" data-end="468"> Ogni fase produttiva – dalla materia prima alla distribuzione – può generare perdite di valore: scarti, errori di confezionamento, tempi di stoccaggio, deviazioni di temperatura.<br data-start="646" data-end="649"> Individuare dove nascono questi sprechi è il primo passo per trasformarli in opportunità di miglioramento.</div> <div>Le aziende più attente integrano oggi sistemi digitali, controlli in linea e pratiche di riutilizzo, adottando un approccio “zero waste” che unisce sostenibilità e qualità.<br data-start="931" data-end="934"> Non si tratta solo di ridurre i costi, ma di costruire una cultura aziendale capace di valorizzare ogni risorsa e di prevenire inefficienze.</div> <div>Un programma efficace di riduzione <em data-start="1113" data-end="1124">food loss</em> migliora la competitività, rafforza la fiducia dei clienti e contribuisce agli obiettivi ESG.<br data-start="1218" data-end="1221"> Fare qualità oggi significa produrre bene, consumare meno e comunicare il proprio impegno in modo trasparente.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 04 Nov 2025 18:31:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[PROROGA ETICHETTATURA IMBALLAGGI]]></title>
			<author><![CDATA[Doris Rosanna]]></author>
			<category domain="http://www.studiodoris.net/blog/index.php?category=aggiornamenti_IT"><![CDATA[aggiornamenti IT]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000004">Nell’ambito del<strong> Decreto Milleproroghe, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 309 </strong>(Decreto-Legge 30 dicembre 2021, n. 228) all’art. 11 è stata confermato che <strong>l’obbligo di etichettatura ambientale degli imballaggi,</strong>
 prorogato al 1° gennaio 2022 prima con il Decreto Milleproroghe dello 
scorso anno e poi confermato con il Decreto Sostegni di marzo 2021, <strong>è stato ulteriormente prorogato al 30 giugno 2022.</strong><br>
<br>
Lo stesso articolo 11 prevede, inoltre, che <strong>i prodotti che alla data del 1° luglio 2022 risultino già immessi in commercio</strong> sebbene privi di etichettatura potranno essere commercializzati <strong>fino a esaurimento scorte.</strong><br>
<br>
Questa proroga permetterà a tutte le imprese coinvolte e al Ministero 
della Transizione Ecologica di sciogliere i dubbi interpretativi che 
accompagnano l’interpretazione della disciplina, nonostante una corposa <strong>Nota di chiarimento da parte del Dicastero</strong> e le <strong>Linee Guida</strong> rilasciate dal <strong>CONAI</strong>.<br>
<br>
A questo proposito sempre il ‘milleproroghe’ prevede che entro trenta 
giorni dalla data di entrata in vigore del provvedimento, il Ministro 
della Transizione Ecologica debba provvedere ad adottare, con decreto di
 natura non regolamentare, <strong>le linee guida tecniche per l’etichettatura.</strong><br></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 11 Mar 2022 16:39:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[FDA: le novita' del regolamento FSMA - Food Safety Modernization Act.]]></title>
			<author><![CDATA[Doris Rosanna]]></author>
			<category domain="http://www.studiodoris.net/blog/index.php?category=Aggiornamenti_USA"><![CDATA[Aggiornamenti USA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000009"><div><span class="fs10lh1-5 cf1 ff1">La FDA - Food and Drug Administration è l’agenzia del governo americano &nbsp;che si occupa di regolamentare i prodotti – dagli alimenti ai farmaci &nbsp;etici – che vengono immessi sul mercato statunitense, siano essi &nbsp;prodotti &nbsp;da aziende locali che da soggetti esteri. L’agenzia ha &nbsp;l’obiettivo di garantire la salute e la sicurezza dei cittadini &nbsp;attraverso regole e principi che controllino e monitorino sia i processi &nbsp;produttivi</span></div><div><span class="fs10lh1-5 cf1 ff1">delle aziende coinvolte che l’immissione in commercio dei &nbsp;loro prodotti.</span></div><div><span class="fs10lh1-5 cf1 ff1">In particolare, il regolamento &nbsp;emanato dalla FDA relativo ai controlli preventivi &nbsp;degli alimenti &nbsp;destinati al consumo umano è il FSMA - Food Safety Modernization Act, il &nbsp;quale prevede:</span><br></div><div><span class="fs10lh1-5 cf1 ff1">► l’obbligo per le aziende che producono alimenti destinati al mercato statunitense di</span><span class="fs10lh1-5 cf1 ff1"> </span><b><span class="fs10lh1-5 cf1 ff1">registrarsi presso la FDA</span></b><span class="fs10lh1-5 cf1 ff1">. Verrà infatti messo a punto dalla FDA un registro dedicato.</span><br></div><div><span class="fs10lh1-5 cf1 ff1">► &nbsp;l’obbligo di predisporre dei piani di controllo della sicurezza &nbsp;alimentare corrispondenti alle linee guida definite dalla FDA e &nbsp;rigorosamente in lingua inglese, denominato</span><span class="fs10lh1-5 cf1 ff1"> </span><b><span class="fs10lh1-5 cf1 ff1">Food Safety Plan</span></b><span class="fs10lh1-5 cf1 ff1">, diverso dal conosciuto HACCP. Tali piani devono essere redatti da figure professionali &nbsp;qualificate &nbsp;a tale scopo il regolamento identifica un</span><span class="fs10lh1-5 cf1 ff1"> </span><b><span class="fs10lh1-5 cf1 ff1">P.C.Q.I. -</span></b><span class="fs10lh1-5 cf1 ff1"> </span><span class="fs10lh1-5 cf1 ff1">Preventive Control Qualified Individual che deve essere identificato &nbsp;dall’azienda attraverso una serie di requisiti specifici dettati dalla &nbsp;norma o, in alternativa, deve seguire un corso di formazione specifico &nbsp;erogato da docenti direttamente formati e approvati dalla FDA. Il &nbsp;regolamento relativo al P.C.Q.I. è stato pubblicato a settembre 2015 e &nbsp;le aziende hanno da 1 a 3 anni per identificare e formare le figure &nbsp;preposte. In base alle dimensioni aziendali (fatturato e numero &nbsp;dipendenti), il tempo limite è di 1 anno - entro settembre 2016 - per &nbsp;grandi aziende, entro 3 anni per le piccole aziende.</span></div><div><span class="fs10lh1-5 cf1 ff1">► l’introduzione di</span><b><span class="fs10lh1-5 cf1 ff1"> </span><span class="fs10lh1-5 cf1 ff1">programmi di verifica dei fornitori esteri (FSVP)</span></b><span class="fs10lh1-5 cf1 ff1"> </span><span class="fs10lh1-5 cf1 ff1">da parte degli importatori statunitensi, i quali sono tenuti a &nbsp;verificare i fornitori stranieri ed i relativi prodotti, al fine di &nbsp;garantire che gli alimenti importati non siano adulterati o etichettati &nbsp;in modo errato; che siano stati prodotti in conformità e pieno rispetto &nbsp;dei requisiti del programma e che, pertanto, rispecchino tutti i &nbsp;parametri di sicurezza degli USA per i prodotti destinati al consumo &nbsp;umano. Il programma FSVP è stato pubblicato nel novembre 2015, il tempo &nbsp;limite per la conformità ai requisiti è fissato entro Marzo 2018 &nbsp;per la &nbsp;maggior parte delle tipologie di prodotti destianati all'alimentazione &nbsp;umana o animale</span><br></div><div><span class="fs10lh1-5 cf1 ff1">La legge FSMA ha &nbsp;istituito un programma per autorizzare enti terzi qualificati, &nbsp;accreditati e riconosciuti da FDA, a certificare che le strutture &nbsp;alimentari all'estero siano conformi agli standard di sicurezza &nbsp;alimentare degli Stati Uniti. Tale certificazione faciliterà l'ingresso &nbsp;di prodotti importati negli USA.</span><br></div><div><span class="fs10lh1-5 cf1 ff1">L’importatore &nbsp;può quindi far affidamento su un ente terzo per determinare ed eseguire &nbsp;appropriate verifiche del fornitore, a patto che l’importatore riveda e &nbsp;valuti la documentazione pertinente.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 20 Dec 2021 16:48:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[GUIDA EFSA: INDICAZIONI UTILI PER LE DICITURE "DA UTILIZZARE ENTRO" O "DA CONSUMARSI PREFERIBILMENTE ENTRO"?]]></title>
			<author><![CDATA[Doris Rosanna]]></author>
			<category domain="http://www.studiodoris.net/blog/index.php?category=Aggiornamenti_UE"><![CDATA[Aggiornamenti UE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000006"><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">L'EFSA creato uno strumento per aiutare gli operatori del settore alimentare a decidre quando apppore sui loro prodotti la dicutura</span><b><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">"da consumarsi entro il"</span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> </span></b><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">oppure</span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> </span><b><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">"da consumarsi perferibilmente entro il"</span></b><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">.</span></div><div><b><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">La dicitura “da consumarsi entro il”</span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> </span></b><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">apposta sui cibi riguarda</span><b><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">la loro sicurezza:</span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> </span></b><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">gli alimenti possono essere consumati fino a una certa data, ma non dopo, anche se hanno un bell'aspetto e un buon odore.</span></div><div><b><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">La dicitura "da consumarsi preferibilmente entro il"</span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> </span></b><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">si riferisce</span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> </span><b><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">alla qualità:</span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> </span></b><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">quel cibo sarà sicuro da consumare anche dopo la data che figura in etichetta, ma potrebbe non essere nelle condizioni ottimali. Ad esempio il sapore e la consistenza potrebbero non essere dei migliori.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">La Commissione europea stima che fino al 10% degli 88 milioni di tonnellate di sprechi alimentari prodotti ogni anno nell'UE sia connesso all'indicazione della data di scadenza sui prodotti alimentari.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Kostas Koutsoumanis, presidente del gruppo di esperti EFSA sui pericoli biologici, ha dichiarato: "Informazioni chiare e corrette sulla confezione e una miglior comprensione e applicazione dell’indicazione della data appropriata sugli alimenti da parte di tutti i soggetti coinvolti possono contribuire a ridurre gli sprechi alimentari nell'UE, pur continuando a garantire la sicurezza degli alimenti. Il parere scientifico pubblicato oggi rappresenta un passo avanti in tale direzione".</span></div><div><strong><b><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Lo strumento è strutturato in forma di albero decisionale contenente una serie di domande,</span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> </span></b></strong><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">a cui l'operatore del settore alimentare deve rispondere per orientarsi verso l’opzione di etichettatura più opportuna. Le domande sono varie. Ad esempio si chiede se i requisiti di indicazione della data per una categoria di alimenti siano già prescritti dalla legislazione; se il prodotto subisca trattamenti per prevenire eventuali pericoli , se verrà manipolato nuovamente prima del confezionamento; quali siano le sue caratteristiche e le condizioni di conservazione.</span></div><div><strong><b><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Gli esperti hanno anche analizzato i fattori che devono essere presi in considerazione dagli operatori del settore alimentare per stabilire il “termine di conservabilità”,</span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> </span></b></strong><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">ovvero la finestra temporale durante la quale un alimento resta sicuro e/o di qualità adeguata per il consumo, presupponendo che la confezione resti intatta e il prodotto venga conservato secondo le istruzioni.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Nel 2021 il gruppo di esperti scientifici dell'EFSA sui pericoli biologici pubblicherà un altro parere scientifico sul tema. Il documento verterà sulle informazioni destinate ai consumatori circa le condizioni di conservazione, i limiti di tempo per il consumo dopo l'apertura della confezione e le pratiche di scongelamento. (Fonte: https://www.efsa.europa.eu/)</span><br></div><div><br></div><div><ul><li><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">GUIDA ALLA MARCATURA DELLA DATA E ALLE RELATIVE INFORMAZIONI SUGLI ALIMENTI: PARTE 1 (MARCATURA DELLA DATA)</span></div><div></div></li></ul></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 04 Dec 2020 16:43:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[REGISTRAZIONE FDA – Rinnovo e nuovi requisiti]]></title>
			<author><![CDATA[Doris Rosanna]]></author>
			<category domain="http://www.studiodoris.net/blog/index.php?category=Aggiornamenti_USA"><![CDATA[Aggiornamenti USA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000008"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="cf1">Le aziende che esportano prodotti alimentari negli Stati Uniti d’America e i cui stabilimenti sono già registrati a tale scopo presso la FDA (Food and Drug Administration) entro</span><span class="cf1"> </span><u><span class="cf1">il 31 dicembre 2020</span><span class="cf1"> </span></u><span class="cf1">dovranno provvedere al rinnovo.</span><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Il mancato rinnovo entro il termine ultimo comporterà l’impossibilità, a far data dal 1° gennaio 2021, di esportare prodotti alimentari negli USA.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Inoltre come stabilito dal 21CFR, 21,1, 232 (a) (2), sia in caso di rinnovo, sia in caso di nuova registrazione, è obbligatorio fornire anche lo UFI (Unique Facility Identifier), numero identificativo dello stabilimento, senza il quale non sarà possibile rinnovare la registrazione.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Attualmente gli unici codici riconosciuti dalla FDA sono i sistemi di identificazione DUNS (Data Universal Numbering Sistem), forniti gratuitamente dalla società Dun &amp; Bradstreet.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 26 Nov 2020 16:45:00 GMT</pubDate>
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